Batteri e rapporti sociali: quando la compagnia fa bene alla flora intestinale 1


La flora intestinale, ossia l’insieme di tutti i batteri che convivono in simbiosi nell’intestino degli animali, è un ottimo indice dello stato del sistema immunitario di un organismo, nonché delle condizioni generali di salute. Recenti studi condotti su alcuni scimpanzè, sembrano indicare una correlazione diretta tra rapporti sociali e qualità della flora intestinale.


La varietà e la ricchezza della flora intestinale influiscono positivamente sulla salute dell’organismo per diversi motivi. Innanzitutto molti di questi batteri sintetizzano vitamine e altri oligo-elementi difficili da reperire nella dieta di tutti i giorni, inoltre la presenza di una popolazione batterica mantiene stimolato attivamente il sistema immunitario dell’organismo, che deve tenere sotto controllo questi (graditi) ospiti.

Altro fattore importantissimo riguarda le possibili infezioni da parte di altri microrganismi: quando un batterio patogeno attacca un nuovo organismo, impiega diverso tempo per adattarsi al nuovo ospite e solo dopo questa prima fase di adattamento può iniziare a riprodursi e infettare organi e tessuti. Il fatto che esista già una popolazione batterica rivale e perfettamente adattata ai ritmi biologici di quell’organismo, rende estremamente difficile il contagio da parte di nuovi patogeni.

lactobacilli microbiota probiotoci

I Lactobacilli sono tra gli organismi maggiormente presenti nella flora intestinale. Vengono definiti probiotici (ossia “in favore della vita”) tutti i ceppi di microrganismi che ingeriti migliorano il bilancio del microbiota umano. Nell’immagine, un gruppo di Lactobacillus acidophilus. Photocredit: Doc. RNDr. Josef Reischig, CSc.

Da dove derivano questi batteri che popolano gli intestini di quasi tutte le specie animali, uomo compreso? La maggior parte di essi viene gentilmente donata dalla madre di ogni nuovo nato. Con il corso del tempo, queste popolazioni microbiche si evolvono e crescono in numero. I fattori che influiscono su questa evoluzione sono legati essenzialmente alla dieta e allo stile di vita, ma le ricerche pubblicate su “Science Advances” da un gruppo di ricercatori delle Università della California a Berkekey, della Duke Universiry e dell’Università del Texas ad Austin indicano che anche i rapporti sociali possono influire positivamente sulla qualità e sulla quantità di questi batteri.

 

Se è vero che stare a contatto con altre persone aumenta il rischio di trasmissione di patogeni, questa ricerca sembra però indicare che aumenti anche lo scambio di batteri “buoni”, come quelli che popolano la flora intestinale.

 

Gli studi prevedevano la raccolta di campioni fecali di diverse popolazioni di scimpanzè, e conseguente analisi degli stessi. I risultati sembrano parlare chiaro: durante la stagione delle piogge, periodo durante il quale gli scimpanzè hanno più vita sociale, c’è un incremento di circa il 25% delle specie di batteri “buoni” nella flora intestinale. Questo valore cala sensibilmente nei periodi in cui gli animali conducono una vita solitaria e non in branco.

Successive analisi hanno confermato che questi dati non derivano dalle variazioni stagionali della dieta (frutta e insetti), ma secondo i ricercatori il passaggio dei batteri da un individuo all’altro si realizza durante il grooming, i rapporti sessuali e altre forme di contatto fisico.

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Grooming tra madre e cucciolo. Il grooming non ha solo la funzione pratica di pulizia reciproca, ma contribuisce a sviluppare e rafforzare i legami sociali e i rapporti gerarchici all’interno del branco.

Il monitoraggio durante gli anni di queste popolazioni, e in particolare dei cuccioli, mostrano che il peso dei rapporti sociali sulla composizione batterica appare, in media, pari a quello della dotazione ereditata dalla madre.

Se non fosse per la scomodità della campionatura, sarebbe senza dubbio interessante eseguire lo stesso studio sugli esseri umani.


 


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