L’entomologo che spiegò il sesso agli americani


« Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso »

 

La figura di Alfred Kinsey è stata di fondamentale importanza per lo sviluppo delle scienze della vita: professore di entomologia e zoologia dal 1920 all’Università Harvard, a partire dalla fine degli anni ’30 si dedica alla sessuologia, finché nel 1947 fonda un istituto di ricerca  all’Università dell’Indiana, oggi conosciuto come Kinsey Institute for Research in Sex, Gender, and Reproduction (spesso abbreviato semplicemente come Kinsey Institute). Al Professor Kinsey dobbiamo la prima, vera, grande raccolta statistica di dati riguardanti la sessualità e i rapporti interpersonali.

 

Una famiglia conservatrice del New Jersey

Alfred Charles Kinsey nasce a Hoboken, nel New Jersey, nel 1894 in una famiglia fortemente conservatrice. Il padre, un pastore metodista, era professore allo Stevens Institute of Technology, un’università orientata esclusivamente a corsi di ingegneria. L’interesse del giovane Alfred per la biologia viene infatti inizialmente sopresso da Kinsey senior, che cerca di indirizzare il figlio verso la sua stessa carriera accademica. Alla fine è il figlio ad avere la meglio, e nel 1914 Kinsey entra nel Bowdoin College, Maine, dove studia biologia e si specializza in entomologia (la scienza che studia gli artropodi e, in particolare, gli insetti).

Dopo la tesi di dottorato (durante la quale raccoglie e cataloga quasi  trecentomila vespe), pubblica diversi articoli sugli imenotteri (concentrandosi in particolare sulla filogenia di questi insetti, ossia sul loro percorso evolutivo) e nel 1920 diventa professore presso l’Università di Harvard.

vespe kisney testo

Copertina di una delle prime pubblicazioni di Alfred C. Kinsey sull’origine delle Cynipidae, una famiglia di vespe. (Fonte: hathitrust).

Dagli insetti al sesso

Alfred Kinsey è però universalmente associato al campo della sessuologia. Nel 1938 un’associazione studentesca femminile gli propone di coordinare un corso sul matrimonio rivolto agli studenti universitari. Kinsey si accorge subito che carenza di informazioni scientificamente corrette, pregiudizi e credenze infondate, sono largamente diffuse non solo tra i giovani studenti della sua Università, ma anche tra le coppie di lunga data. Le lezioni di Kinsey attirano subito l’attenzione degli studenti, curiosi di imparare le “basi” della sessuologia, ma anche quelle dei professori e dei dirigenti universitari, scandalizzati da un argomento considerato tabù per quegli anni.

kinsey liam neeson movie

Le lezioni di educazione sessuale avevano un grandissimo successo tra gli studenti universitari. Proprio questa carenza di informazioni da parte dei suoi studenti convinsero il prof. Kinsey a continuare la sua opera divulgativa. In questa scena, l’attore Liam Neeson interpreta il professor Kinsey nel film biografico “Kinsey” di Bill Condon.

 

Il rapporto Kinsey

La vera svolta si ha nel 1938, quando il nome di Alfred Kinsey viene definitivamente legato alla prima vasta inchiesta statistica condotta nel campo del comportamento sessuale umano: ben 18.000 interviste, di cui 7985 condotte personalmente da Kinsey, formano il materiale del famoso rapporto Kinsey, ossia due volumi intitolati l’uno “Il comportamento sessuale dell’uomo” (1948) e l’altro “Il comportamento sessuale della donna” (1953).

Assieme ai suoi assistenti, Kinsey elabora un preciso modello per raccogliere le informazioni nel modo più neutrale possibile e statisticamente affidabile. Le domande che vengono poste ai volontari che decisono di farsi intervistare in modalità completamente anonima, vengono poi raccolte ed elaborate per produrre i due volumi appena citati.

Il rapporto resta il primo vero tentativo di dare alla scienza una documentazione statistica affidabile, estesa e  dettagliata sull’attività sessuale umana. È uno specchio del comportamento sessuale dell’uomo e della donna negli Stati Uniti degli anni ’40 e ’50, ma ha valore indicativo anche per quello dell’uomo e della donna occidentali in genere.

I dati contenuti nei due volumi sono oggi considerati in gran parte superati e non del tutto affidabili: la società moderna è molto diversa da quella degli anni ’50, ma soprattutto le principali critiche su quei dati vertono sul fatto che sono ottenuti su persone che volontariamente decidono di raccontare la propria vita sessuale, uno degli aspetti più intimi della nostra personalità.

I dati ottenuti dalle interviste condotte da Kinsey e colleghi sono stati oggi parzialmente riconsiderati. Nonostante il modello statistico utilizzato sia molto avanzato, non è possibile generalizzare il comportamento umano del popolo Americano od occidentale in generale) sulla base di quelle interviste. Innanzitutto la società di oggi è profondamente mutata rispetto a quella degli anni 40 e 50. Inoltre le persone che hanno parteciapto allo studio si sottoponevano volontariamente allintervista

I dati ottenuti dalle interviste condotte da Kinsey e colleghi sono stati oggi parzialmente riconsiderati. Nonostante il modello statistico utilizzato sia molto avanzato, non è possibile generalizzare il comportamento umano del popolo Americano (e occidentale in generale) sulla base di quelle interviste. Innanzitutto la società di oggi è profondamente mutata rispetto a quella degli anni ’40 e ’50. Inoltre le persone che hanno partecipato allo studio si sottoponevano volontariamente all’intervista, indicando così una naturale predisposizione a parlare di sessualità e intimità con persone sconosciute, escludendo così a priori chiunque non abbia una tale confidenza.

 

L’Institute for Sex Research

Il successo delle sue ricerche e il forte interesse sia della comunità scientifica, sia del grande pubblico verso l’argomento, convinsero l’entomologo del New Jersey a fondare nel 1947 il Kinsey Institute (Kinsey Institute for Research in Sex, Gender, and Reproduction). L’ente, diretto da Kinsey fino alla sua morte, è tuttora attivo e produce una grande mole di dati.

Un’interessante (seppure parzialmente contestata) attività del Kinsey Institute riguarda una nuova app per smartphone che si ripropone di eseguire interviste anonime proprio come quelle realizzate da Kinsey e colleghi negli anni ’40 e ’50. “Kinsey Reporter” (così si chiama l’app) è disponibile per dispositivi Android e iOs, e permette di segnalare in modo completamente anonimo qualsiasi tipologia di attività sessuale, e di navigare tra i dati e le statistiche raccolte in questi 2 anni di attività. Ovviamente non sono mancate le critiche, perché come spesso accade in questi casi di “citizen science” (ossia dove i cittadini partecipano attivamente alla produzione di dati scientifici) i dati raccolti vanno presi con la dovuta cautela, soprattutto se si tratta di un argomento delicato e personale come la sessualità.

Due screenshot dellapp "Kinsey Reporter"

L’app “Kinsey Reporter” permette di raccogliere dati anonimi sulla propria sfera sessuale, oltre a visualizzare le statistiche di tutti gli altri utenti.

 

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