L’idea pericolosa di Darwin 1


Uno degli argomenti più suggestivi in campo scientifico, è senza ombra di dubbio il pensiero evoluzionista e la teoria Darwiniana. Il principale motivo di questo fascino risiede nel fatto che il pensiero evolutivo non è solo la spiegazione di un processo biologico (peraltro già ipotizzato, ai tempi, da Aristotele), ma abbia al suo interno profonde implicazioni e valenze di tipo filosofico, morale, culturale e sociale. Questo spiega anche perché un pensiero così potente sia stato spesso ostacolato nel tempo e lo sia tuttora.

 

Le cause

L’”idea pericolosa di Darwin” (cit. Daniel Dennett, 1995) ha creato scompiglio per diversi motivi. È possibile però individuare principalmente tre differenti casue:

 

  • Contingenza: il mutamento delle specie viventi e del mondo naturale è soggetto solamente a cause efficienti, e non si muove verso una particolare forma. Homo sapiens non è il massimo risultato ottenibile, e non è la direzione che le specie viventi hanno preso miliardi di anni fa. È semplicemente stato selezionato perché favorito in quel particolare momento.

 

  • Nessun disegno, nessun progettista: la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin non dimostra scientificamente la non esistenza di Dio o di qualsiasi altra entità sovrannaturale. Semplicemente è un pensiero talmente potente da non aver bisogno di postulare l’esistenza di alcun motore divino e quindi di teologismo.

 

  • Rottura dicotomia uomo-natura: se fino ad allora l’uomo veniva visto come un essere gerarchicamente superiore al resto del regno animale, Darwin pone gli esseri umani sullo stesso identico piano degli altri organismi, evidenziandone le origini organiche anziché inquadrarlo come riflesso di un’entità divina.

 

I nemici di Darwin, oggi

I nemici di Darwin, intesi come coloro che cercano di screditare, contrastare o semplicemente negare la sua brillante visione del mondo naturale sono molti. Per esempio in USA è presente una forte corrente di creazionisti, coloro cioè che rifiutano la visione neo-darwiniana e la teoria dell’evoluzione in favore di una teoria basata sulla creazione della materia vivente da parte di un’entità trascendente. Questo pensiero è talmente forte che, per esempio, in USA fino al 1968 era severamente vietato insegnare la teoria dell’evoluzione nelle scuole pubbliche. Tutt’ora in alcuni stati è obbligatorio l’insegnamento sia della teoria dell’evoluzione, sia del disegno intelligente, una sorta di versione light del creazionismo di stampo religioso.

La presenza di una forte corrente conservatrice e religiosa negli USA è dimostrata anche da posti di discutibile gusto come il museo della creazione.

Creation_museum_triceratops_saddleAl museo della creazione viene insegnato ai bambini che il nostro pianeta ha 4000 anni (anziché 4,5 miliardi)
e uomini e dinosauri hanno vissuto assieme per un breve periodo, come dimostra questo cucciolo di triceratopo cavalcabile.

 

 

Darwinismo made in Italy

 

«Una mattina ci siamo svegliati e l’evoluzione non c’era più. […] Bye bye Charles.»

~ Telmo Pievani, “In Difesa di Darwin”, 2007

E in Italia? Verrebbe da pensare che tutto sommato in Italia la situazione sia meno drammatica. Sono però capitati alcuni eventi negli ultimi anni che possono far supporre a un cambio di direzione verso una visione più conservatrice e filo americana della questione. Il caso più eclatante è stato quello della controversa “riforma Moratti” della scuola del 2004, quando venne letteralmente cancellato l’insegnamento della teoria dell’evoluzione dai programmi scolastici delle scuole medie e superiori. I programmi pubblicati nel decreto legislativo del 19 febbraio 2004, n. 59 non contengono traccia del darwinismo.

Conseguenza inevitabile a tale censura fu l’indignazione dell’intera comunità scientifica del Paese e di quella internazionale. Il Ministro si vide allora costretto a nominare una commissione con lo scopo di valutare e decidere le sorti dell’evoluzionismo: la commissione venne presieduta dall’allora senatrice e premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini. La conclusione fu a dir poco ovvia e scontata: venne ritenuto indispensabile l’insegnamento dell’evoluzione biologica per selezione naturale nelle scuole.

rita-levi-montaliciniLa commissione “per dare precise indicazioni che costituiranno la base di tutti i percorsi educativi” (cit. L. Moratti)
vedeva, oltre alla senatrice Rita Levi Montalcini, anche altre personalità di spicco, tra cui:
Carlo Rubbia (Nobel per la fisica) e Vittorio Sgaramella (biologo molecolare). (photocredits)

Passerà però più di un anno prima che Darwin possa trovare nuovamente posto tra le line guida ministeriali, nonostante resti comunque estromesso dalle scuole elementari dove “è delegato a discrezionalità tecnica l’argomento evoluzione”.

Nel 2012, durante il governo Monti, viene fatta una proposta di legge per eliminare nuovamente gli insegnamenti del naturalista britannico dalla scuola pubblica, ma fortunatamente la questione muore ancora prima di essere messa in discussione.

 

La situazione europea

Ma qual è l’opinione dei cittadini italiani ed europei sui temi legati all’evoluzione? Ogni anno l’eurobarometro sonda le opinioni relative a temi scientifici e fino al 2005 erano presenti ben due domande dedicate specificatamente a questi temi. Il fatto che recentemente, dal 2005 a oggi, sia stata abbandonata questa -già misera- parte, può essere letto come indice di un decrescente interesse verso l’argomento.

Nonostante i dati non siano aggiornati (dati del 2005), sono comunque indicativi per farsi un’idea della percezione di una teoria che, dopotutto, è stata enunciata a metà ‘800. Se si fosse trattato di argomenti legati a innovazioni scientifiche più recenti (nanotecnologie, OGM, eccetera) sarebbe sicuramente stato opportuno analizzare dati più recenti, visto che la percezione di questi temi caldi può variare di anno in anno.

Il test in questione si svolgeva ponendo un’affermazione di senso compiuto a ogni intervistato e chiedendo se la ritenesse vera, falsa o “non so”.

La prima affermazione era:

«L’uomo, cosi come lo conosciamo oggi, si è evoluto da precedenti specie animali» (si noti che non viene esclusa l’azione di Dio in questa frase, e che quindi può esser compatibile con il disegno intelligente).

tabella1-eurobarometro-darwin

È interessante notare come al primo posto ci siano i Paesi del nord Europa, mentre a fine classifica si piazza la Turchia, Paese a forte maggioranza islamica. L’Italia si piazza, dopotutto, nella parte alta della classifica.


 

La seconda asserzione diceva invece:

«I primi uomini sono vissuti nella stessa epoca dei dinosauri».

tabella2-eurobarometro-darwin

Anche in questo caso abbiamo alcuni Paesi del nord Europa sui gradini più alti della classifica e la coppia Cipro – Turchia a chiudere le fila. In questo caso, però, l’Italia si piazza peggio del test precedente, oltre la metà classifica, indice del fatto che, probabilmente, molti italiani hanno studiato la storia e la biologia guardando i cartoni animati della famiglia Flintstones piuttosto che sui testi scolastici.

Se vogliamo consolarci, in America (USA) il 40% della popolazione è fermamente creazionista, rinnegando la teoria dell’evoluzione o rilegandola a “ipotesi non completamente affermata“.

Confrontando le risposte che gli europei hanno dato alle altre domande di scienza, emerge infatti che le conoscenze in campo biologico (e in particolare quelle sull’evoluzione) non sono esattamente in linea con il resto delle conoscenze in campo scientifico. Verrebbe quindi da pensare che esista una sorta di gerarchia delle competenze scientifiche, dove un certo tipo di conoscenza, può occupare un posto privilegiato rispetto alle altre, forse per rilevanza storica o forse perché tocca meno interessi e domini appartenuti ad altre discipline umanistiche, in particolare filosofiche e teologiche.

 

Come avete risposto voi a queste domande?

Eravate a conoscenza del fatto che il barbuto naturalista inglese avesse, anche oggi, dei nemici?



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Un commento su “L’idea pericolosa di Darwin

  • Andrea Sacchi L'autore dell'articolo

    Fonti e letture consigliate:

    Sulla teoria dell’evoluzione hanno scritto in tanti. Mi sento in dovere però di citare uno tra i miei autori preferiti, ossia Richard Dawkins, in quanto principale responsabile della mia attuale passione per la biologia evoluzionista. In particolare ne “Il più grande spettacolo della Terra” l’autore dà una lettura a 360 gradi della questione (qui più approfondito, in inglese)

    Telmo Pievani è un altro autore che sulla teoria dell’evoluzione e su Charles Darwin ha scritto davvero molto. Il suo “In difesa di Darwin” racconta in maniera molto precisa i tristi fatti accaduti durante la riforma Moratti, nel 2004.

    L’espressione “L’idea pericolosa di Darwin” è una citazione presa in prestito a Daniel Clement Dennett, filosofo della scienza e grande esperto di biologia evoluzionista (qui una descrizione del suo libro, in inglese).

    Lo studio dell’Eurobarometro a cui faccio riferimento può essere consultato per intero qui.

    Su questo articolo è stato tratto anche questo episodio della serie Science Please!.