Dimmi chi guardi e ti dirò chi sei!


All’interno di gruppi sociali di mammiferi, è possibile notare una relazione inversa tra dimensione del gruppo (branco) e tasso di vigilanza manifestato dagli appartenenti al gruppo. Innanzitutto il branco deve controllare di non essere minacciato da potenziali predatori (nel caso in cui ci sia questo rischio). In particolare però, i maschi dominanti devono stare attenti a potenziali outsider che, da un momento all’altro, possono rubare la posizione di maschio alfa e di conseguenza il diritto all’accoppiamento con la maggior parte delle femmine. In altri casi, la presenza di un individuo del sesso opposto può invece attirare l’attenzione di un membro del branco, non in quanto rivale, ma semmai come potenziale partner.

 

Station_crowdDove e cosa guardano le persone in una stazione? (Via: Discovermagazine)

 

Occhio a chi guardiamo

Anche nella nostra specie, accade spesso che la presenza di un individuo di sesso opposto possa attirare l’attenzione di ognuno di noi, anche per un breve istante. Sul perché questo accada, ci sono diverse ipotesi, ma uno degli studi più convincenti in materia sembra essere quello del dottor Robin Dunbar (Università di Oxford).

Le premesse del dottor Dunbar si sono basate su una constatazione facilmente osservabile: quando una persona è innamorata, diventa immune a richiami da parte di qualsiasi altro potenziale partner, diverso dalla persona per cui ha perso la testa. Di conseguenza, deve esserci una relazione finalizzata alla ricerca di un potenziale partner, in grado di offrirci opportunità di nuove relazioni sentimentali.

Assieme al suo team, il professore di Oxford ha progettato un esperimento sociale al fine di analizzare dati e comportamenti in due differenti condizioni ambientali: il refettorio di un’università inglese e un parco pubblico.

L’interesse era quello di sottoporre a test quattro ipotesi che potessero spiegare perché le persone gettano uno sguardo sull’ambiente circostante, anche quando sono intente a mangiare o conversare attivamente. Le quattro ipotesi erano:

 

  • Controllo per avvistare per tempo potenziali predatori (persone che potrebbero presumibilmente attaccarci o derubarci)
  • Controllo per avvistare qualche amico
  • Controllo per accorgersi per tempo dell’arrivo di nuovi potenziali partner
  • Controllo per accorgersi per tempo dell’arrivo di potenziali rivali in grado di rubarci il partner

L’ipotesi numero 3 vinse su tutte le altre. Ciò che emerge dai dati raccolti in entrambi gli ambienti, è che uomini e donne sono molto più propensi ad alzare lo sguardo verso qualcuno che si avvicina se questo è un individuo del sesso opposto, più che dello stesso sesso. Per altro, Dunbar precisa che i campioni analizzati indicano come molto spesso le persone sapevano se chi si avvicinava da dietro era un maschio o una femmina già molto tempo prima che fosse ben visibile, indice che la visione periferica è straordinariamente sensibile nel raccogliere indizi sull’appartenenza sessuale.

 

distrazione-partner-infedeltà

Distrazioni… (Photocredit: Simone Becchetti)

 

Questione di attenzione

È solo una questione di attenzione a chi ci sta attorno? A quanto pare si, e a tal proposito Dunbar segnala un esperimento che sembra essere perfettamente in linea con le  sue premesse: Dunbar sostiene infatti che l’attenzione e la vigilanza verso altri membri del sesso opposto, sia finalizzata a nuove relazioni di tipo sentimentale e/o sessuale. Lo studio che cita è stato svolto dal professor Jon Maner e collaboratori, i quali mostrarono  a dei  soggetti volontari e ignari, fotografie di individui ritenuti (dai ricercatori) molto o mediamente attraenti del loro stesso sesso e del sesso opposto. Sullo stesso monitor dove apparivano queste immagini, comparivano anche alcuni semplici esercizi matematici, e veniva chiesto ai tester di distogliere l’attenzione dalle immagini per spostarsi sull’altra parte dello schermo e risolvere i quiz. Le persone che si erano dichiarate innamorate, sono risultate molto più pronte di quelle single a distogliere l’attenzione dalle foto di individui molto attraenti del sesso opposto.

I ricercatori conclusero che, quando siamo impegnati in un rapporto amoroso, la nostra attenzione sia attivamente respinta dalle immagini di potenziali rivali del nostro partner. Come se deliberatamente escludessimo persone del sesso opposto che, in altre situazioni, potremmo considerare attraenti o comunque degne di attenzione.

 

Ci sono quindi dati sufficienti per ipotizzare che, anche all’interno di fenomeni apparentemente irrazionali come l’innamoramento, persista una forte impronta evolutiva che mette Homo sapiens perfettamente in mezzo al regno animale di cui fa parte.

 


Fonti e bibliografia:

– Dunbar, Cornah,Daly, Bowyer,  “Vigilance in Human Groups: A Test of Alternative Hypotheses”, Behaviour, Vol. 139, No. 5 (May, 2002),

– Maner, Rouby, Gonzaga, “Automatic inattention to attractive alternatives: The evolved psychology of relationship maintenance”, Evolution and Human Behaviour, Vol 29, 2008


 

 

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