TOP-5: Fatti errati nel mondo animale 2


Internet è pieno fondamentalmente di 3 cose (elencate di seguito NON per ordine di importanza culturale ma di rilevanza storica):

  • Porno
  • Cuccioli (in particolare di felini)
  • Bufale

Tenendo conto che la prima categoria non verrà tratta in questo articolo, è possibile trovare un filo conduttore tra gli altri due punti? Be’, ci sono alcune credenze (o teorie) molto diffuse su alcuni animali che però non hanno un vero e proprio fondamento scientifico.

Vediamone alcune!

 

Posizione n° 5: i tori si infuriano vedendo il colore rosso

Corrida-toro-matadorPhotocredit: Valerio Capello (ElfQrin)

Su questo fatto sono stati costruiti interi episodi di cartoni animati, fumetti e vignette umoristiche. Il colore del drappo che il matador (letteralmente “uccisore” in lingua spagnola) sventola davanti al toro durante la corrida è del tutto indifferente. Ciò che rende agitato il toro è in realtà tutta una serie di macabre procedure che caratterizzano la corrida prima della fase conclusiva con il drappo colorato. Il toro viene infatti immesso nell’arena con un arpione conficcato nel garrese (il punto più alto del dorso) con i colori dell’allevamento di provenienza. Totalmente disorientato dalla folla urlante attorno a lui, il toro incontra i picadores (uomini a cavallo armati di picca) che lo spronano e innervosiscono ulteriormente con le loro armi. Sono necessari, per la legge spagnola, almeno due ferite nei muscoli del collo. Il toro viene a questo punto provocato da uomini a piedi, per favorire l’uscita di scena dei picadores a cavallo, ed entrano in gioco le banderillas: 6 aste in legno lunghe 70 cm, coperte da nastri colorati di carta crespa e terminanti con un arpione in acciaio. Il rito prevede che ne vengano inserite 3 coppie nella schiena del bovino. A questo punto il toro, i cui livelli di acido lattico sono ormai elevatissimi, può essere finito, ed è qui che entrano in scena la spada e la muleta (il drappo colorato). Lo sventolio del tessuto davanti al bovino lo innervosisce ulteriormente, facendogli caricare qualsiasi cosa si trovi d’innanzi. La corsa a testa bassa è però dovuta alle ferite (due o più, per legge) che ha riportato ai muscoli del collo, e che gli impediscono di tenere il capo completamente sollevato. Questa posizione favorisce l’inserimento della spada tra le scapole.

Il colore del drappo, a questo punto, sarà l’ultimo dei pensieri del toro, che si trova in una situazione molto agitata e in pericolo di vita.

 

Posizione n° 4: le api muoiono dopo aver punto (e le vespe no)

ape-api-bee-pollinePhotocredit: Jon Sullivan

Il genere Apis comprende 27 specie di insetti, tutti caratterizzati da una spiccata socialità. Di queste 27, due possono essere allevate dall’uomo, e sono Apis mellifera e Apis cerana. Il pungiglione è un ovopositore modificato, di cui però sono provviste solo le operaie e la regina. Al pungiglione è collegata poi una sacca di veleno formata da una ghiandola acida e una ghiandola alcalina, il cui contenuto viene miscelato nel momento della puntura. Inoltre, con la puntura, viene rilasciato anche un feromone di allarme, che attira altre operaie sulle vittima.

Nel momento della puntura, il pungiglione penetra nei tessuti della vittima, e quando l’ape si allontana, l’intero apparato resta conficcato, strappando via parte degli organi adiacenti al pungiglione. Questa mutilazione causa, spesso, la morte dell’ape. Il sistema delle vespe è molto simile, e può causare la morte anche delle vespe. Non tutte le api però pungono, ma soprattutto l’ape muore solo se il pungiglione è completamente penetrato nel tessuto della vittima.

 

Posizione n° 3: in caso di pericolo, lo struzzo infila la testa sotto la sabbia

 struzzoPhotocredit: Joachim Huber

Sul gradino più basso del podio troviamo il più grande pennuto vivente. Anche questa è una scena tipica da cartone animato, ma semplicemente non ci sono prove che lo struzzo adotti questo comportamento. Per altro, lo struzzo (Struthio camelus) è un uccello davvero enorme e può arrivare tranquillamente ai 2 metri e mezzo di statura per un peso superiore al quintale. È infatti solito lottare in caso di pericolo, o correre per allontanarsi (uno struzzo è in grado di raggiungere, tranquillamente, gli 80 Km/h).

 

Posizione n°2: dormendo, mangiamo n ragni all’anno

 ragno-occhi-occhioPhotocredit: Opoterser

I numeri sono importanti, e possono comunicare molto se usati nel modo corretto. Possono anche dare senso di sorpresa e meraviglia, oppure di disgusto, come in questo caso. Facendo una piccola ricerca su internet si possono trovare un sacco di dati diversi, ma non credo siano legati a studi scientifici in diversi microclimi e correlati alle nicchie ecologiche degli aracnidi di quella zona. Semplicemente sono numeri sparati a caso.

Non è possibile negare che, durante la vita di una persona, non possa capitare di mangiare involontariamente un ragno, ma semplicemente la probabilità è estremamente bassa. Anzi, sarebbe molto (ma molto) più probabile ingerire un insetto, e questo probabilmente sarà capitato a tutti. Inoltre, al di là del fatto che noi esseri umani non rappresentiamo una fonte di cibo per i ragni (semmai una minaccia), la tecnica di caccia di molti ragni è del tipo sit and wait: il ragno prepara la sua tela e semplicemente aspetta che qualche preda vi finisca dentro. Sarebbe folle, per un ragno, andare a suicidarsi nella bocca di un animale grosso centinaia di volte rispetto a lui!

 

Posizione n° 1: i lemming si suicidano

 Lemming-lemmi-lemmingsPhotocredit: Gråsteindalen

E al primo posto c’è un altro animale che (non) si suicida. I lemming (in italiano lemmi, singolare lemmo) sono un gruppo di 4 differenti generi della famiglia Cricetidae. Sono piccoli roditori abitanti della tundra artica, dove si nutrono principalmente di foglie e germogli. È molto diffusa l’idea che i lemming si suicidano durante le migrazioni o nel caso in cui la popolazione raggiunga livelli troppo elevati, ma non esiste alcun fondamento scientifico di tutto ciò. L’origine di questa leggenda pare sia stato un  “documentario” del 1958 della Disney intitolato White Wilderness, che include varie scene di lemming che sembrano buttarsi da un’alta scogliera; scene tuttavia che sono state costruite ad arte in Manitoba.

È vero che, come molti roditori, i lemming vivono in gruppi sociali molto numerosi e non gerarchizzati (non esistono maschi alpha, come nei lupi per esempio). Di conseguenza può capitare abbastanza frequentemente che molti di loro periscano per cause accidentali durante gli spostamenti, oppure per la pressione degli altri individui che può causarne la caduta in corsi d’acqua, dirupi, eccetera.

Su questo fatto si basò anche Primo Levi per scrivere  il racconto “Verso occidente“, contenuto nella raccolta “Vizio di forma” del 1971. In tempi più recenti (nel 1991) è stato anche ideato un celebre videogioco rompicapo dal titolo Lemmings, pubblicato inizialmente da Psygnosis per Amiga, ma poi esteso anche ad altre piattaforme. Il compito del giocatore era salavare il maggior numero possibile di roditori e assicurarsi che arrivassero incolumi alla fine del livello.

Lemmings-game-videogame-videogioco-amiga-nintendo

A quale di queste teorie credavate? Eravate già a conoscenza di questi fatti?
Ne conoscete altri interessanti? Scrivetele pure nei commenti!

 

 

 

 

 


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2 commenti su “TOP-5: Fatti errati nel mondo animale

  • D.

    L’articolo mi ha letteralmente sconvolto ed è stato molto utile.
    Queste teorie sugli animali (eccetto quella del ragno) le ritenevo automaticamente veritiere, in quanto sono cresciuto con queste convinzioni e – fino ad oggi – non ho mai trovato nessuno che avesse qualcosa da controbattere in merito.

    …Felice di seguire questo sito!