Linneo: inventore dei musei moderni


(LA)
«Nomina si nescis, perit et cognitio rerum.»
(IT)
«Se non conosci il nome, muore anche la conoscenza delle cose.»

Nell’Europa barocca del XVII secolo, i naturalisti e gli studiosi di storia, organizzavano e mostravano le loro collezioni all’interno di wunderkammern (camera delle meraviglie), una costruzione artificiale il cui scopo era, appunto, meravigliare e affascinare lo spettatore. Queste stanze, completamente ricoperte di oggetti in bella mostra, riflettevano esattamente la società dell’epoca e il suo rapporto mistico-teologico con la natura.

wunderkammern-camera

L’arrivo dell’Illuminismo ha in brevissimo tempo dismesso le wunderkammern, i cui tesori vennero spartiti tra le varie discipline e sotto-discipline appena nate. Oltre al movimento culturale di per sé, figura chiave per la transizione verso un nuovo concetto di classificazione e collezione ordinata degli elementi naturali, è stata senza dubbio quella di Carl Nilsson Linnaeus (1707-1778).

Nato da una famiglia contadina, deve il secondo cognome alla passione per la botanica del padre Nils Ingemarson. Questi, quando prese i voti di pastore protestante, scelse il cognome “Linnaeus”, ovvero la latinizzazione della parola dialettale lind (tiglio) traendo spunto da un grosso tiglio situato nei pressi della sua casa natale.

linneo

Nel 1730, a 27 anni, pubblica un primo breve trattato (Preludia Sponsaliorum Plantarum, “Nozze delle piante”) nel quale espone il suo personale metodo di classificazione tassonomica delle piante, dove sostiene che gli organi riproduttivi delle piante, ovvero le parti del fiore (petali, stami e pistilli) debbano essere utilizzati come base per la loro classificazione.

Il testo gli consente da un lato di ricevere la stima del mondo accademico, assicurandogli anche la cattedra come docente presso il giardino botanico dell’università, ma d’altro canto gli crea diversi problemi con la Comunità Luterana. Linneo infatti scrive esplicitamente nel suo testo di “sistema sessuale” e “organi riproduttivi” (delle piante), ma questa imprudenza gli costa la pubblica accusa per “sospetto di libertinismo“.009d

Partecipa a diverse spedizioni per tutto il nord Europa in veste di botanico e naturalista. Dopo più di 30 anni di esplorazione in giro per il mondo, nel 1758 acquista gli immobili di una azienda svedese che convertì in un museo in grado di contenere tutti i reperti collezionati in tanti anni di spedizioni intorno al mondo.

Il merito maggiore del botanico svedese fu però la definizione e l’introduzione nel 1735 della cosiddetta nomenclatura binomiale, descritta nel suo Systema Naturae (la pubblicazione più famosa di Linneo). Con questo modello di classificazione tassonomica, a ciascun organismo vengono attribuiti due nomi, di origine latina. Il primo, scritto in maiuscolo, si riferisce al Genere di appartenenza dell’organismo. Questo nome è uguale per tutte le specie che condividono alcuni caratteri principali (nomen genericum); il secondo termine, scritto in minuscolo, ne indica la specie propriamente detta (nome triviale o nome specifico).

L’espressione comune Homo sapiens, per esempio, indica con Homo tutti gli appartenenti al genere Ominidi, e in particolare la specie sapiens (forma attuale dell’essere umano).

La portata dell’innovazione fu enorme; prima dell’utilizzo della nomenclatura binomiale il sistema di nomenclatura era semplicemente basato su un’estesa descrizione di ogni organismo, in latino, per i caratteri distintivi ritenuti di rilievo, in modo del tutto arbitrario, da ogni classificatore. La rivoluzione è talmente grande che tutt’oggi, per convenzione, si utilizzano solamente i nomi scientifici dati dal 1735 in avanti.

Linneo_Systema_Naturae

Il passaggio da una classificazione descrittiva a una di tipo nominale può essere letto in un’ottica di allontanamento dalla visione teologica del rapporto con la natura. L’uomo, e lo scienziato in particolare, non si limita a osservare e descrivere le meraviglie della natura, che un disegnatore divino ha sapientemente creato, ma dà un nome agli organismi, li ordina, li classifica e li colleziona.

 

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