Ernst Haeckel: l’arte ricapitola la scienza


Tra le figure più interessanti (e discusse) nel mondo della biologia, c’è senza dubbio quella di Ernst Haeckel (1834-1919). Medico,  biologo, zoologo, filosofo, nonché artista, Haeckel ha lasciato una grossa eredità in ognuno dei campi che ha sondato. Grande sostenitore del pensiero Darwiniano, anche se con alcune visioni particolari e discutibili, è famoso per aver formulato la teoria della ricapitolazione:

 

L’ontogenesi ricapitola la filogenesi

 

Secondo questa visione, poi da lui stesso superata e ritenuta non completa, lo sviluppo di un singolo organismo (ontogenesi) è paragonabile all’evoluzione di tutta la specie (filogenesi). Per sostenere le sue teorie, utilizzò molto gli studi sugli embrioni.

I suoi disegni comparativi tra lo sviluppo embrionale di diverse specie, restano tra le immagini più belle che il mondo della biologia ci abbia mai fornito.

 

embrioni

Lo sviluppo degli embrioni (in verticale nell’immagine) di diverse specie ricordava a Haeckel l’evoluzione delle specie attuali, che da forme acquatiche più semplici si sono modificate sotto l’effetto della seleziona naturale.

È impressionante  la somiglianza  tra le fasi di sviluppo dei diversi embrioni.

Anche se successivamente l’attendibilità di questi disegni, e l’intera teoria della ricapitolazione, è stata ampiamente riconsiderata, resta molto chiaro il messaggio di Haeckel. Ciò che voleva comunicare con queste immagini era proprio l’origine filogenetica comune tra tutte le specie animali, uomo compreso.

Haeckel_albero_vita_tree_life

Le opere del biologo tedesco non si limitarono però agli studi di embriologia. La vena artistica e quella dello scienziato si mescolarono in un mix unico: la sistematica classificazione delle specie viventi venne trasportata su carta mediante la realizzazione di decine di tavole illustrate, i cui soggetti erano appunto organismi marini, piante, uccelli, anfibi, insetti, e così via.

La figura di Haeckel è stata, purtroppo, macchiata da utilizzi controversi e postumi delle sue teorie, sfruttate per supportare i miti di superiorità della razza ariana durante la dittatura nazista. Al di là di tutto ciò, la doppia identità dello scienziato-artista, un moderno Galileo di fine 800, ne fanno una delle personalità più interessanti nella storia della scienza moderna.

 

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