Cannibalismo post-nuziale


Le mantidi sono un ordine di insetti (Mantodea) diffusi tipicamente nelle zone tropicali e sub-tropicali. Nonostante un’ampia varietà di forme e dimensioni, tutte le specie conservano una struttura fisica comune molto conservata. L’apparato boccale, adatto alla masticazione, è particolarmente sviluppato in quasi tutte le specie, così come la struttura delle zampe. Proprio la forma che le zampe assumono davanti al capo hanno conferito il nome a quest’ordine. Il nome “Mantis” deriva dal greco e significa “profeta“. La postura delle zampe anteriori ricordano infatti un atteggiamento di preghiera.

Mantis_religiosa_mantide_prega

Le mantidi sono particolarmente famose per il fenomeno detto cannibalismo post-nuziale: la femmina, dopo essersi accoppiata (o in certi casi anche durante l’atto) divora il maschio partendo dalla testa mentre gli organi genitali proseguono nell’accoppiamento.

Questo comportamento è dovuto al bisogno di proteine, necessarie a una rapida produzione di uova; non ci sono altri motivi particolari per questa decapitazione post-coito a parte l’esigenza nutritiva, tant’è che se allevate e ben nutrite prima del rapporto, il cannibalismo post nuziale non avviene.

In alcune specie però il maschio ha evoluto diversi meccanismi per sopravvivere all’infausta sorte che gli toccherebbe per un po’ di sesso, e per esempio porta delle piccole prede alla femmina, che le offre immediatamente prima dell’accoppiamento, per assicurarsi che non le venga fame subito dopo l’atto.

In altre specie, come nella bellissima mantide orchidea (Hymenopus coronatus) il maschio sopraggiunge di nascosto alle spalle della femmina per evitare di farsi vedere. Poi, una volta iniziato l’amplesso, picchietta con le zampe anteriori la schiena della partner per distrarla e evitare di essere scacciato (e decapitato).

orchid-mantis-mantide-orchidea

In altri casi ancora, il dimorfismo sessuale è molto spinto e nel corso dell’evoluzione ha raggiunto livelli impressionanti. Maschi più piccoli sono più difficili da scacciare dal dorso, prima, e più difficili da catturare, poi. Questo è un perfetto esempio di selezione naturale: i maschi di dimensioni medio-grandi riescono a riprodursi al massimo una sola volta nella vita, prima di essere decapitati dalla femmina. Maschi particolarmente piccoli invece, hanno una maggiore probabilità di sopravvivere al primo accoppiamento, e di conseguenza di potersi riprodurre altre volte. Si sono così selezionati (in alcune specie) maschi particolarmente piccoli.

mantis-mating-small-mantide

Perché proprio la testa? Tendenzialmente perché è la parte più nutriente e ricca di proteine facilmente digeribili (a differenza dell’esoscheletro, per esempio). Si nutrono anche di mosche, api, grilli e piccoli insetti e anche di questi a volte mangiano solo la testa.

Particolarmente abili nel mimetismo criptico, sanno infatti camuffarsi facilmente tra le foglie o i fiori, dove aspettano immobili le loro prede. Questa tecnica di predazione viene detta “sit and wait” (letteralmente “siediti e aspetta“). Per difendersi dagli attacchi di insetti antagonisti la mantide apre di scatto le proprie ali per sembrare più grande.

Le mantidi rappresentano un ottimo spunto dal punto di vista della biologia evoluzionistica: abili nel criptismo, un dimorfismo sessuale molto evidente e pratiche di accoppiamento molto particolari.

Nonostante la distanza tra l’ordine delle mantidi e l’Homo sapiens, ci sono (metaforicamente parlando) molti comportamenti in comune.
Ve ne vengono in mente alcuni?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *