Scegli me, per l’amplesso!


Cosa c’è di più rilassante di un prato di montagna, in estate, con i suoi colori vivi e il rumore tipico degli insetti tutti intenti a chiamarsi l’un l’altro?

Ecco, il rumore: con poca fantasia riusciamo facilmente a immaginarlo e sentirlo. Sono versi di migliaia di animali, come le cicale per esempio, che parlano la loro lingua a noi non comprensibile.

Le cicale non hanno corde vocali come quelle degli esseri umani o di molti altri mammiferi, ma un sistema analogo, costituito da lamine chiamate timballi, collegate attraverso dei tendini ai muscoli dell’addome. Quando l’insetto vuole  produrre il suono, fa vibrare queste le lamine e delle apposite camere d’aria provvedono alla risonanza.

cicale_fiore_nettare_cicada

Questo sistema è presente però solo nei maschi di cicala (e di tutti gli insetti che utilizzano questo tipo di richiamo) come richiamo sessuale per attirare le femmine. Queste, una volta scelto il maschio a cui concedersi, lo raggiungono seguendo il suono e lì ha luogo il corteggiamento e l’accoppiamento, della durata di diversi minuti. Nelle successive 24 ore la femmina maturerà le uova che deporrà il giorno seguente, dalle quali nasceranno le larve. Queste trascorrerano una prima parte della loro vita sotto terra (fase ipogea, che può durare da pochi giorni a diversi anni) finché non raggiungeranno la maturità. A questo stadio saranno pronti per abbandonare l’involucro ninfale e spiccare il volo.

Se potessimo tradurre quindi quel rumore, che tipicamente associamo ai verdi prati di montagna, sentiremmo quindi migliaia di maschi di cicala intenti a chiedere con ostinazione alle potenziali partner «vieni qui ad accoppiarti con me!»

Insomma, maschi instancabili e ostinati che voglio a tutti i costi accoppiarsi (con una femmina qualsiasi).

Nulla di nuovo.

 

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brevi e adatti a un rapido consumo.

 

 


 

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